Finalità del sito

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Questo sito vuole essere un punto di incontro, soprattutto, tra gli “Operatori del Diritto” che ricercano la qualità dell’azione amministrativa nella consapevolezza che questa non può essere disgiunta dalla ricerca della qualità dei modi di essere dell’uomo.
La qualità dell’azione amministrativa di cui ci occupiamo è quella correlata alla capacità di riesaminare l’attività amministrativa già compiuta o in itinere.


Gli strumenti tipici, espressione di questa qualità, sono, soprattutto, l’annullamento d’ufficio (in caso di errori), la revoca (in caso di ripensamento per ragioni di opportunità), le misure sospensive e quelle conservative, identificate, nella prassi, con la locuzione “autotutela amministrativa decisoria”.


Il corretto utilizzo di questi strumenti richiede una adeguata conoscenza tecnica, nonché, a seconda dei casi, la disponibilità interiore a riconoscere e a correggere gli errori compiuti e la capacità di essere duttili in relazione ai cambiamenti sia esterni (revoca per sopravvenienze) ed interni (revoca - ripensamento).


Molti di noi, quali operatori o interlocutori della p.a., hanno potuto constatare che di fronte ad un provvedimento errato, lesivo di interessi e diritti, la pubblica amministrazione, talora (ma non sempre, per fortuna) resta indifferente ed espone il cittadino ad un percorso tortuoso denso di sofferenze e sacrifici, morali ed economici, per riuscire a dimostrare le giuste pretese. Questa noncuranza genera un deficit di giustizia sostanziale che coinvolge il singolo e, indirettamente, la collettività sotto forma di attività inutili cui viene sottoposto, spesso, anche l’apparato giurisdizionale.
Alla base di queste condotte possiamo situare la scarsa conoscenza tecnica degli strumenti giuridici e una sorta di insensibilità verso “l’altro”.

Esistono, a ben vedere, analogie tra la logica che presiede il riesame dell’attività amministrativa e la logica che connota il riesame della nostra vita comportamentale.
Il riesame dell’attività amministrativa è, infatti, una metafora del riesame interiore. In entrambi i casi, occorre sapere correggere gli errori e rivedere le scelte. In entrambi i casi, occorre risolvere un conflitto interno o esterno.


A ben vedere, l’effettività giuridica delle disposizioni in materia di autotutela, cioè l’osservanza della norma da parte dei suoi naturali destinatari (in questo caso, i funzionari della p.a) richiede una premessa fondamentale: la disponibilità interiore al cambiamento e alla rettifica degli errori commessi.
Verificare, ad esempio, come il personale si comporta rispetto alle istanze di riesame può fornire al management elementi utili di riflessione per comprendere la qualità delle risorse umane.
Se si condivide questa impostazione, appare indispensabile coltivare (e ciò vale, evidentemente, in tutti i campi del diritto) anche un approccio pedagogico che avanzi, di pari passo, con i contenuti delle prescrizioni giuridiche, al fine di evitare che il precetto resti flatus vocis, come accade in molti casi.

Non appare logico curare la stesura delle disposizioni e disinteressarsi dell’uomo che deve applicarle e sostenerle.

Per queste ragioni riteniamo che debba essere promossa non solo la cultura della legalità e della professionalità tecnica ma anche quella della qualità della vita interiore affinché possano emergere e consolidarsi prassi sempre più virtuose.

Se il filosofo può dirsi tale, solo se vive da filosofo (come afferma E.Morin), così il giurista dovrebbe ritenersi tale, se si sforza di operare, concretamente, nel rispetto dei valori di fondo racchiusi nelle Norme, ancorchè ciò sia di difficile realizzazione. Anche Aristotele osservava in Etica a Nicomaco (libro II):" È dunque esatto dire che il giusto diviene tale col compiere azioni giuste e il temperante col compiere azioni temperate: e senza compiere queste azioni, nessuno avrà neppure la prospettiva di diventare buono. Ma i più non fanno queste cose, e rifugiandosi invece nella teoria credono di filosofare e che così diverranno uomini di valore".


Se il fine del diritto è “la qualità della convivenza da ottenere”, se la scienza giuridica serve a migliorare l’esistenza di ogni essere umano educando a qualità possibili della convivenza” (così F. Spantigati, Senso del gusto, senso del giusto, in Ritorno al diritto - i valori della convivenza - n. 4/2006, F. Angeli, pag.170), dobbiamo convenire che qualunque operatore di diritto che interagisca con il cittadino può dare il suo contributo al raggiungimento di livelli più elevati di giustizia sostanziale e di dignità.

Troppo spesso ci dimentichiamo che i nostri comportamenti pubblici e privati sono il frutto della nostra vita interiore cioè della qualità dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti. Per questa ragione, ci piace chiudere questa breve riflessione, facendo tesoro delle parole del Saggio: Per avere un palazzo di marmo, non si utilizzano dei mattoni. Per avere un corpo sano, non ci si ciba di alimenti avariati. Ugualmente, per avere una psiche solida, un'intelligenza limpida ed un cuore generoso, occorre saper selezionare i propri pensieri e sentimenti (O. M. Aïvanhov).

Buona consultazione!

 

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Novità editoriali

Bruno E.G. Fuoco

Manuale dell'autotutela decisoria nei procedimenti di evidenza pubblica.

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L'autotutela è uno strumento particolarmente vantaggioso per risolvere i conflitti che possono manifestarsi tra imprese e stazione appaltante durante il procedimento di gara. È strategico conoscere i presupposti e le modalità procedimentali della autotutela decisoria e sapere in quale fase della gara intervenire per annullare o revocare un atto di gara, al fine di prevenire l'insorgere di posizioni di responsabilità in capo al r.u.p. o situazioni di stallo dei processi decisionali della stazione appaltante. A questi bisogni conoscitivi e operativi intende rispondere il presente volume destinato anche al mondo delle imprese. Una ampia e selezionata casistica giurisprudenziale corredata dalle relative massime agevola la ricerca del "precedente" da cui trarre una utile bussola di orientamento per progettare la migliore strategia comportamentale in presenza di errori o ripensamenti della stazione appaltante.

pagg. 947

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Bruno E.G. Fuoco

La cura del corretto e razionale svolgimento delle procedure di gara

Guida teorica-pratica per il r.u.p.

II edizione Maggio 2009

Il volume si prefigge di supportare l'esercizio dei poteri discrezionali di competenza del R.U.P. al quale compete la cura del corretto e razionale svolgimento delle procedure di gara, ai sensi dell'art. 10, c. 3, lett. c) del Codice dei contratti. Il R.U.P. è chiamato, infatti, non solo ad applicare, meccanicamente, disposizioni puntuali, ma anche ad elaborare autonomi procedimenti logici, immuni da vizi invalidanti, implicanti scelte e valutazioni: per introdurre requisiti di ammissione in sede di bando, per decidere l'ammissione o l'esclusione di un'impresa, per valutare le offerte e gestire eventuali patologie insorte nel procedimento in itinere. Questa seconda edizione, riveduta e ampliata, si è resa necessaria per dare adeguata contezza della evoluzione compiuta, negli ultimi anni, dalla giurisprudenza amministrativa e per esaminare nuove tematiche in tema di rinnovo-proroga, verbali di gara, sanabilità degli errori commessi nelle dichiarazioni rese in sede di gara, potere di disapplicazione della lex specialis, modalità di rinnovazione degli atti di gara viziati.

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