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Come evitare le liti (autotutela...)
L'Amministrazione fiscale per migliorare la propria efficienza
ha reso molto ampia la gamma degli istituti amministrativi volti
ad evitare il contenzioso considerato che le liti fiscali hanno
sempre un costo oneroso, anche per chi le vince.
è
quindi interesse - sia dell'Amministrazione che del contribuente
- che le controversie siano ridotte al minimo, e che il rapporto
tributario venga definito celermente, con il pagamento di quanto
dovuto, senza dover subire il peso e le incertezze dei giudizi.
In questo capitolo esaminiamo
- cosa
si può fare quando l'Amministrazione finanziaria
ha commesso degli errori ("autotutela")
- le
riduzioni che il contribuente può ottenere se paga
subito e rinuncia al ricorso ("acquiescenza")
- le
procedure da seguire per arrivare alla "adesione" e alla "conciliazione".
L'AUTOTUTELA
Nell'ottica di una pubblica Amministrazione che ha il dovere
di applicare la legge correttamente e in modo imparziale, se
si verifica che l'Amministrazione constata di aver commesso
un errore, danneggiando ingiustamente il cittadino, può
annullare il proprio operato e correggere l'errore senza
necessità di una decisione del giudice.
Questo potere di autocorrezione si chiama "autotutela", ed è
importante tenere presente che l'esercizio dell'autotutela
è una facoltà discrezionale.
CHI E' COMPETENTE AD ANNULLARE GLI ATTI ILLEGITTIMI
L'Agenzia delle Entrate, attraverso i suoi uffici, può
provvedere all'autocorrezione in via del tutto autonoma,
"d'ufficio", oppure dietro iniziativa del contribuente.
Non è necessario, quindi, che il contribuente abbia presentato
una domanda di annullamento né tanto meno che abbia presentato
ricorso alla Commissione tributaria. Competente per l'annullamento
dell'atto illegittimo è lo stesso Ufficio locale
che ha emanato l'atto. Se ricorrono i requisiti per l'esercizio
dell'autotutela e l'ufficio competente, a causa di "grave
inerzia", non provvede all'annullamento dell'atto, è
la Direzione regionale da cui l'Ufficio dipende che, in
via sostitutiva, può procedere all'annullamento dovuto.
Il parere preventivo della Direzione Regionale è comunque
obbligatorio se l'importo dell'imposta, delle sanzioni
e degli oneri accessori supera complessivamente 516.456,90 euro.
IN QUALI CASI
I casi più frequenti di annullamento di un atto o di
revoca dello stesso si hanno quando l'illegittimità
deriva da:
- errore
di persona;
- evidente
errore logico o di calcolo;
- errore
sul presupposto dell'imposta;
- doppia
imposizione;
- mancata
considerazione di pagamenti regolarmente eseguiti;
- mancanza
di documentazione successivamente presentata (non oltre i
termini di decadenza);
- sussistenza
dei requisiti per fruire di deduzioni, detrazioni o regimi
agevolativi, precedentemente negati;
- errore
materiale del contribuente, facilmente riconoscibile dall'Amministrazione.
L'annullamento dell'atto illegittimo può essere
effettuato anche se è pendente il giudizio o se l'atto
è divenuto ormai definitivo per decorso dei termini per
ricorrere e anche se il contribuente ha presentato ricorso e
questo è stato respinto per motivi formali (inammissibilità,
improcedibilità, irricevibilità) con sentenza
passata in giudicato.
Se sulla questione si è formato un giudicato sostanziale
(se, cioè, il contribuente ha impugnato l'atto e
i giudici tributari, con decisione non più revocabile,
hanno dato ragione all'Amministrazione), l'annullamento
è possibile soltanto per motivi di illegittimità
del tutto diversi da quelli esaminati e respinti dai giudici.
L'annullamento dell'atto illegittimo comporta automaticamente
l'annullamento degli atti ad esso consequenziali (ad es.,
il ritiro di un avviso di accertamento infondato comporta l'annullamento
della conseguente iscrizione a ruolo e delle relative cartelle
di pagamento) e l'obbligo di restituzione delle somme riscosse
sulla base degli atti annullati.
CHE COSA DEVE FARE IL CONTRIBUENTE
L'annullamento dell'atto, come già chiarito,
può avvenire sia per iniziativa dello stesso Ufficio
che lo ha emanato, sia su domanda del contribuente.
L'istanza non è soggetta al rispetto di forme particolari:
è sufficiente, ad esempio, trasmettere all'Ufficio
competente una semplice domanda in carta libera (vedi schema
in Appendice) contenente
un'esposizione sintetica dei fatti corredata dalla documentazione
idonea a comprovare le tesi sostenute.
In particolare deve essere specificato:
- l'atto
di cui si chiede l'annullamento
- i
motivi che fanno ritenere tale atto illegittimo e, di conseguenza,
annullabile in tutto o in parte. Qualsiasi atto può
essere oggetto di riesame.
CHE COS'E L'AUTOTUTELA
DEFINIZIONE:
- Annullamento
degli atti illegittimi da parte dell'ufficio che li ha
emessi
COME
AVVIENE:
- D'ufficio
- Su
istanza del contribuente
COSA
COMPORTA:
- Annullamento
anche degli atti consequenziali
- Restituzione
delle somme indebitamente riscosse
Si evidenzia, comunque, che la presentazione di un'istanza
per l'autotutela non sospende i termini per la presentazione
del ricorso al giudice tributario, per cui si raccomanda di
prestare attenzione a non far trascorrere inutilmente tali termini
(vedi
Cap. XXIV)... omissis..."
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Rettifica
on line dei dati catastali
Estratto
dal sito Agenzia delle entrate
(http://www.agenziaterritorio.gov.it/?id=719)
Casi
trattati
Errore sulla persona a cui è intestato l'immobile
L'errore può riguardare: cognome e nome (per le aziende
"denominazione"), codice fiscale, luogo e data di
nascita (per le aziende "sede legale"), diritti e
quota di possesso. :
identificativo
catastale dell'immobile (foglio, particella, subalterno)
Errore sui dati dell'immobile
L'errore può riguardare indirizzo, ubicazione (n°
civico, piano, interno, ecc.) o evidenti errori materiali nella
consistenza (n° vani o metri quadri).
Per
approfondiment:i
http://www.agenziaterritorio.gov.it/?id=668
http://www.agenziaterritorio.gov.it/?id=719
http://www.agenziaterritorio.gov.it/?id=2153
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